Il Tribunale di Cagliari continua con le pronunce in tema di responsabilità degli enti. La condanna del Gip del Tribunale di Cagliari del 9 maggio 2018.

Ancora una volta il Tribunale di Cagliari riconosce la responsabilità amministrativa derivante da reato ai sensi del D.Lgs. 231/2001 per mancata adozione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo da parte della società.

Il caso che si riporta riguarda un’azienda sarda specializzata nella preparazione e nel commercio di prodotti ittici imputata all’interno del procedimento penale in commento in quanto l’amministratore delegato della stessa aveva posto in commercio prodotti con marchi contraffatti e recanti indicazioni mendaci in merito all’origine, alla provenienza e alla qualità degli alimenti al fine di realizzare un interesse della società e di farle conseguire un vantaggio economico.

Accertata la commissione del reato presupposto da parte di un soggetto apicale, giudicato in procedimento separato, ed assodato che la condotta da egli posta in essere fosse nell’interesse della società imputata il Gip del Tribunale di Cagliari osserva che l’ente, per escludere la propria colpevolezza, avrebbe quantomeno “dovuto allegare la preventiva adozione e l’efficace attuazione di un modello organizzativo, idoneo a prevenire i reati della medesima specie di quello verificatosi, nonché la sua fraudolenta elusione da parte dell’autore del reato presupposto”.

Ebbene, siffatto onere di allegazione non è stato soddisfatto dalla società imputata la quale, al contrario, non ha introdotto nel corso dell’istruttoria dibattimentale alcun elemento probatorio idoneo ad escludere, ai sensi dell’art.6 del D.Lgs. 231/2001, la sussistenza della c.d. colpa di organizzazione

Accertata, pertanto, la responsabilità amministrativa della società in ordine al reato di cui all’art. 25 bis, lett.f  bis, D.Lgs. 231/2001, il Gip di Cagliari ha condannato la società imputata a pagare la somma di 50.052,00 euro (194 quote) in favore dello Stato, a titolo di sanzione pecuniaria, oltre al pagamento delle spese processuali.

Dall’accertamento della responsabilità della società imputata è derivata, inoltre, l’applicazione nei suoi confronti delle sanzioni interdittive previste dall’art. 9, comma 2, D.Lgs. 231/2001 per sei mesi a far data dalla notificazione del provvedimento di condanna e, segnatamente: l’interdizione dall’esercizio della sua attività di impresa; la sospensione delle autorizzazioni, delle licenze  e delle  concessioni ad essa eventualmente concesse per l’esercizio della sua attività e che si sono rivelate funzionali alla commissione dell’illecito; il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione salvo che per ottenere la prestazione di un pubblico servizio; l’esclusione da agevolazioni, da finanziamenti, da contributi o da sussidi e la revoca di quelli già concessi, oltre al divieto di pubblicizzare beni o servizi.

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